Tree Climbing Ricreativo



Il tree climbing, deriva dal mondo dell'arboricoltura anglosassone, ma i primi “tecnici” impiegati a lavorare sugli alberi utilizzando corde, si possono osservare già nel 1700 nei dipinti del pittore giapponese Hokusai.
Nel 1880, negli Stati Uniti si sviluppano procedure e attrezzature realizzate ad hoc e per la pratica dell’arboricoltura; questa si può definire come una tecnica di accesso agli alberi per mezzo di funi, grazie alle quali l'operatore, con una serie di operazioni volte a garantire la propria e altrui sicurezza sale all'interno della chioma senza provocare all'albero alcun danno in modo da poter valutare così da una posizione privilegiata le sue condizioni, ed eventualmente a intervenire nel modo migliore per aiutarlo. Questa attività viene riconosciuta come una pratica altamente ecologica perché è silenziosa e riduce al minimo l'impiego di mezzi a motore. Dalla tecnica il termine è passato quindi a indicare la professione: “tree climbing” è oggi una qualifica, designa cioè un arboricolture specializzato e autorizzato a svolgere I lavori di manutenzione del verde che sono sottoposti a una specifica normativa.

Peter Jenkins fu il primo a fissare obbiettivi e regole a questa pratica di tree climbing ricreativo che non è finalizzato alla cura dell'albero. Nel 1983 ha fondato il “tree climber international”, di cui è ancora presidente oggi. Utilizzando le procedure standard utilizzate in arboricoltura o nell'arrampicata su roccia, quasi tutti gli alberi possono essere scalati. I ramponi, come quelli usati sul ghiaccio, non vengono usati perché feriscono l'albero su cui si sale. L’approccio del tree climbing ricreativo si basa sul concetto di mantenere un contatto diretto con l'albero nel modo più naturale possibile e senza lasciare tracce od impronte del proprio passaggio.